Giunta alla nona edizione, la popolare serie TV non sembra aver sbiadito il suo smalto iniziale, anzi, senza timore di smentita oserei dire che con un intreccio complesso e avvincente, sviluppato in ben 26 episodi, la celebre fiction sia riuscita a toccare le sue vette più alte. Da attenta fan della serie, mi auguro vivamente che questo culmine non segni la spia dell’iperbole, destinata ad un’imminente parabola discendente.
Gli ormai rodati veterani della serie: Simone Corrente nei panni del commissario Luca Benvenuto, Giulia Bevilacqua in quelli dell’Ispettore Anna Gori, Anna Foglietta nel ruolo dell’Ispettore Elena Argenti, oltre alle vecchie conoscenze Gianni Ferreri (Sovrintendente Capo Giuseppe Ingargiola), Daniela Morozzi (Sovrintendente Capo Vittoria Guerra), Marco Marzocca (Sovrintendente Ugo Lombardi), che danno vita ai consueti siparietti comici, vengono affiancati da svariate new-entries: Stefano Pesce nel ruolo dell’ombroso Ispettore Capo Lorenzo Monti; la di lui ex-moglie Greta, agente specializzato in un altro distretto, impersonata da Ginestra Paladino; Flavio Parenti nei panni dell’Ispettore Gabriele Mancini, in un primo momento ‘preso in prestito’ da un altro dipartimento, ma subito confermato da Benvenuto per le sue qualità istrioniche; Tullio Solenghi (pur vecchia conoscenza del Teatro e della scena comica televisiva) nel ruolo drammatico per lui abbastanza inusuale del Procuratore Capo Davide Castelli (che intreccia una relazione con Elena Argenti); infine gli straordinari vilain, al solito i personaggi più carismatici: Natasha Stefanenko nei panni di Nadja Rostova; Aleksandar Cvjetkovic nella parte di Pavel Musin; e -last but not least - il già notissimo Rodolfo Corsato nel ruolo controverso del bandito innamorato Dorian Lazslo.
I due bad guys + bad girl fanno capo ad una cosca mafiosa di origine slava, che dirige loschi traffici di droga e armi alle dipendenze del cosiddetto Pope. Questi non tarda a rivelarsi quale omicida del padre di Pavel, che lo giustizia a sangue freddo nel corso di un finto scambio organizzato ad arte da Dorian, che in tal modo ottiene la piena fiducia di Pavel riuscendo a entrare nella sfera dei capi supremi. Ma Dorian non ha fatto i conti con i suoi sentimenti. La dolce e simpatica ragazza che ha incontrato per caso, invitandola nel suo ristorante per conoscerla meglio e di cui si è perdutamente innamorato, arrivando a riporre in lei cieca fiducia, altri non è se non l’agente infiltrato Anna Gori.
Questo in sintesi costituisce il Leitmotiv della nona edizione, in cui si integrano, nella consueta formula ormai ultra collaudata, le varie sottotrame poliziesche slegate le une dalle altre, sviluppate in via collaterale ad ogni singolo episodio. Nel background si dipanano le parallele vicende private dei personaggi principali, il tutto condito in salsa rosa dalle continue scaramucce degli irriducibili comici Guerra-Ingargiola-Lombardi & C.
Probabilmente la formula continua a funzionare in un meccanismo quasi perfetto che resiste al tempo anche in virtù dell’affiatamento di tutto il cast, palpabile da interviste, commenti, foto, video del backstage, che avrei tanto voluto approfondire tramite preziosi contributi strappati al regista e a qualcuno dei protagonisti, debitamente contattati via e-mail senza però ricevere risposte significative.