Alexander Hahn – Luminous Point



Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce

In esposizione dal 24 Ottobre al 4 Novembre 2008

2008: A Virtual Odyssey


Partendo dagli spazi interni del suo appartamento di Ludlow Street a New York - rivisitati nell’assetto pittorico di avvolgenti e rilassanti tinte pastello quali background artistici di collage, patchwork, mosaici - Alexander Hahn (Rapperswil/CH, 1954) intraprende un viaggio interattivo cui lo spettatore è chiamato a far parte. Un piccolo cerchio di luce (il punto luminoso che connota il titolo dell’esposizione) azionato da un telecomando si sposta lentamente da una porta ad una finestra, incuneandosi all’interno di vasche e lavandini, sfiorando sedie e poltrone, vasi di fiori e lampadari, scrutando gli elementi di arredo che riempiono le stanze, infiltrandosi nei meandri dell’appartamento. L’osservatore sceglie di aprire una porta o di varcare la soglia di un terrazzo, di sbirciare dentro un lavabo o d’insinuarsi in un corridoio lungo e stretto fino a raggiungere un ingresso seminascosto. A seconda del punto di partenza, il percorso muterà in un’esperienza tutta cinematica che rimanda alla lezione cinematografica di Sliding Doors.



Ogni singolo elemento dello spazio abitativo rielaborato in chiave pittorica e compositiva si apre a dimensioni parallele, conducendo il viaggiatore verso spazi aperti in cui l’autore ha filmato attimi, situazioni, eventi estemporanei fissati nella videocamera digitale cogliendo l’attimo immanente di svolgimento, facendo propria la lezione latina del carpe diem. Il percorso interattivo poggia su stilemi di tecnica cinematografica ispirati a Blade Runner di Ridley Scott, ove un oggetto nella sua peculiarità diviene punto di partenza per lo sviluppo di immagini altre, che si dipanano lungo digressioni in episodi di cronaca, divagazioni oniriche ed esplorazioni di universi oggettivi filtrati attraverso la percezione intima e personale di ciascun fruitore.

«Elaboratore attivo di dati e immagini, che l'ubiquità spaziale e temporale delle Reti gli propone senza soluzione di continuità, Hahn raccoglie la sfida di confrontare i termini di rappresentazione oggettiva del reale con quelli di una rappresentazione suggestiva del virtuale. Ibridando radicalmente paesaggi, figure, eventi, colti in tempo reale, con immagini, suoni, film, estratti dal flusso dei silenziosi canali elettronici, Hahn perviene paradossalmente alla creazione di un linguaggio di pura innovazione estetica, linguistica ed epistemologica» - spiega il critico d’arte Viana Conti, che ha introdotto splendidamente le tematiche insite nell’opera durante l’inaugurazione al museo Villa Croce lo scorso venerdì 24 Ottobre. «Se i percorsi dello sguardo, la saturazione dei colori, l'individuazione dei punti luce, nelle sue simulazioni 3D, rinviano concettualmente a quelli dei dipinti di Jan Vermeer (Delft 1632-1675) e di Caspar David Friedrich (Greifswald 1774 - Dresda 1840), gli effetti di suspense sia sonora che visiva non possono non rinviare, per certi versi, a registi come Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, Ridley Scott. L'installazione interattiva Luminous Point (2006), selezionata dalla Fondazione Bogliasco in collaborazione con la Confederazione Svizzera - Consolato generale di Svizzera a Genova e con la Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la Cultura, programmata nell'ambito del Festival della Scienza 2008 e ospitata, da Sandra Solimano, negli spazi del Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, riflette ampiamente, insieme a una sequenza di stampe digitali, la modalità di creazione ed espressione propria di Alexander Hahn».

«L’artista svizzero è consapevole che, se da una parte i mezzi di comunicazione elettronica possono alterare la percezione della realtà, dall'altra, operando su un versante tanto tecnologicamente raffinato da sfiorare la sfera del magico e dell'onirico, possono restituire allo sguardo anestetizzato della massa, che resta una grande consumatrice passiva della Società dello spettacolo, nuove potenzialità di lettura critica, creativa, comunicativa, percettiva, alimentando visioni, costellazioni di senso, scenari, provocazioni, fortemente impressivi sull'immaginario collettivo profondo. Risvegliando dal loro sonno virtuale, sia digitale che analogico, metafore, simboli, archetipi, scenari ordinari e straordinari, Alexander Hahn fa interagire, anche a livello subliminale, le sfere della natura e dell'artificio al punto da creare un'unica realtà, in grado di stimolare e alimentare simultaneamente i versanti dell'arte, del pensiero, della fisica, della chimica, della robotica, della coscienza artificiale, della psicologia, della poesia e, non ultimo, del gioco».

©® Annalisa
Martedì 28 Ottobre 2008
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