GENOVA E I GENOVESI


Amo la mia città e non potrei vivere altrove, rispetto e provo simpatia per la mia gente, tuttavia non posso non evidenziarne le contraddizioni…

Non a torto, Genova è definita “la più inglese tra le città italiane”… Nel senso che il culto per la privacy, la discrezione e la riservatezza sono paragonabili solamente alle abitudini dei cittadini londinesi e sono elementi di per sé imprescindibili dalla piena comprensione di una mentalità molto particolare come quella dei Genovesi.

La fama di taccagni ci accompagna ovunque, ma è in parte ingiustificata: i Genovesi sono principalmente risparmiatori, cioè spendono quando c’è da spendere, però assolutamente aborriscono gli sprechi e prestano molta attenzione al modo in cui investire il proprio denaro, senza mai intraprendere speculazioni azzardate.

La prudenza del Genovese è in effetti proverbiale e si trasforma in difetto quando sfocia in mancanza di intraprendenza, ossia ogni qualvolta il rischio che si profila all’orizzonte si riveli troppo alto. Questo può apparire in contrasto con la storia di un popolo abituato ad affrontare lunghi, onerosi e pericolosi viaggi anche per ottenere profitti vantaggiosi… Ma non solo: forse soprattutto per conoscere la verità… e sapete tutti a chi mi riferisco! A un certo Cristoforo, da molti a torto ritenuto spagnolo!!!

Il rifiuto del rischio tout-court è uno dei motivi per cui Genova difetta di strutture ricettive idonee in molti settori (turistico, spettacolo, artistico).

Non dimentichiamoci tuttavia della cronica mancanza di spazi, fattore che ha determinato in buona percentuale questa grave lacuna… E menzioniamo anche il senso pratico, lo stesso che portò a demolire il ponte reale per costruire una sopraelevata orribile quanto volete, ma indispensabile come arteria di smaltimento del traffico cittadino sempre più intenso.

Analoga contraddizione si ravvisa nell’incrollabile diffidenza del Genovese, per secoli abituato a sviluppare contatti commerciali con i popoli più disparati (il pensiero corre alle gloriose Repubbliche Marinare, all’era della Superba) e tuttavia perennemente sospettoso nei confronti di chiunque, non solo dei foresti (= gli stranieri) ma persino del vicino di casa…

L’innata riservatezza si ripercuote anche sul patrimonio artistico, splendido ma quasi sottratto ad occhi troppo indiscreti, a volte soffocato da un indecente sviluppo urbanistico, che una volta di più privilegia l’aspetto pratico a quello di conservazione e cura di un tesoro a tutti gli effetti nascosto…

Sun Zeneize
Risu rèu
Strinzu i denti
e parlu cièu


E il mugugno? Gli antichi commercianti genovesi erano addirittura disposti a pagare un sovrapprezzo sul contratto di acquisto, onde poter poi avere diritto al mugugno… Anche in conseguenza di questo fatto, la fama di musoni ci accompagna ovunque… E forse in questo caso avete ragione!

Insomma, questa è Genova o almeno il mio personalissimo ritratto di una città che ho spesso percepito ostile a fronte dei difetti e delle contraddizioni sopra elencate (a Genova per entrare nei giri “giusti” devi sempre essere introdotto da qualcuno che conta, altrimenti sei fuori) che spesso ho sentito troppo stretta, ma di cui tuttavia non potrei mai fare a meno.  

©® Luglio 2005 Annalisa
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