IL MANIERO ABBANDONATO
di Annalisa


C’era una volta, in una lontana città di mare, un maniero diroccato, che si ergeva su un alto colle e si poteva ammirare da ogni punto della città.
Nonostante dominasse dall’alto della sua imponenza ogni singolo anfratto della città, il maniero era triste.
Soffriva di nostalgia per i bei tempi trascorsi in gioventù, quando il trotto dei cavalli e le grida dei loro cavalieri riempivano le sue stanze, così immense e maestose, mentre ora risuonavano di un cupo silenzio.
A poco a poco, il Castello un tempo glorioso si avviava a diventar rovina.
Era ammalato di solitudine il vecchio, triste maniero.

Tutto rimase immutato per anni e anni e il povero maniero stava già per rassegnarsi alla morte, quando: meraviglia!
Un giorno, all’improvviso, una compagnia di attori simpatici e stravaganti decise di entrarvi per visitarlo.
Lo scalpiccìo di giovani piedi, le risa e le voci degli attori riecheggiarono lungo le mura, attorno alle finestre e nelle stanze desolatamente vuote.
Dapprima il maniero fece fatica a credere alla sua eco, poi ascoltò attentamente e, raggiante, illuminò d’incanto le sue feritoie, spalancò le porte, i cancelli e abbassò felice il ponte levatoio sul lungo fossato.
In tal modo, il nostro umile maniero festeggiava il ritorno alla Vita!
E, abbracciata alla Vita, anche la Commedia fece ritorno al castello.
Come per magia, la Compagnia di giovani attori trasformò il vecchio e silente maniero in un grande palcoscenico di favole, in un mosaico di sensazioni tutte da scoprire.
Il castello era raggiante così vestito a festa, tanto adornato e illuminato da non poter contenere la sua gioia! Per questo regalò ai suoi giovani visitatori un’atmosfera magica e incantata.
Fu così che, al suo interno, si compirono altre meraviglie!
Non più serva delle ceneri, Cenerentola divenne “dama antica” con aspirazioni alla santità.
Più spensierata e ingenua che mai, Cappuccetto Rosso inventò le gallette al burro, che divennero una specialità del posto.
La Bestia lasciò cadere una ad una tutte le maschere che indossava e scoprì di valere Zero. La Bella si prese allora una sonora rivincita (per non dire vendetta).
La Principessa sul pisello non poté che equivocare, mentre il povero Grillo Parlante, a suon di martellate sulle nocciole, ci rifece la morale.
Quanto a Grimilde, ebbene, mise in pratica l’operazione tanto temuta proprio dal Nostro Grillo Parlante: un colpo di faretra più deciso del solito e il Fedele Specchio Magico passò d’incanto dalle risa ad una profonda agonia.
La Bella Addormentata ebbe incubi notturni e diurni e svenne clamorosamente all’alito del…Principe dell’Aglio.
Il povero Barbablù invece, da grottesco che era, divenne patetico e tragicomico. La sola favola a restar com’era fu “Pelle d’Asino”.  

©® Ottobre 2001 Annalisa
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