Era una mattina di neve ghiacciata di tanti anni or sono. Pink Arrow giaceva supina sul divano della casa paterna, ascoltando Peter Gabriel. La sua mente vagava libera all'orizzonte dei pensieri, quando ad un tratto si sentì afferrare per le cosce. Ebbe un sussulto, ma accanto a lei non compariva anima viva. Poi un secondo tocco la colse nella cavità pubica e la ragazza gemette di piacere nella sua candida verginità. Appena si sentì penetrata urlò con tutte le forze che aveva in corpo, mentre però respingeva via il misterioso 'Intruder', contro cui imprecò, chiamandolo «bastardo!».
Il 'povero' Indigo aka Intruder indietreggiò in un lampo d'incredulità, dal momento che LUI le aveva regalato attimi d'intenso piacere. Al grido sempre più esasperato della ragazza, Indigo decise di soprassedere per dileguarsi nella brina uggiosa di nevicate sempre più intense e battenti.
Il giorno appena successivo, Pink Arrow si recò al supermercato con una cesta vuota di risposte e vi fece uno strano incontro: Albert Einstein, che l'apostrofò in malo modo, esclamando: «My Name is Einstein: do you know that Time is a Curve?» Allora Pink Arrow prontamente gli intimò: «Calma, buon uomo! Io seguo una sola regola e cioè: Time is Money and Money I Serve».
Allora, l'omino - che sosteneva di chiamarsi Einstein - gli disse: «Ti auguro di trascorrere attimi meravigliosi in un mondo a senso unico» e prontamente si dileguò, svanendo nel buio caro all'Intuder.
Quella stessa sera, Pink Arrow era tranquillamente seduta sul suo caldo divano di fronte alla TV, quando all'improvviso il cellulare squillò. Una voce calda e suadente la salutò, chiamandola per nome. Il cuore di Pink sussultò dello stesso sottile piacere che l'aveva colta la mattina precedente, ma questa volta Pink Arrow ebbe la sensazione che l'uomo misterioso non volesse farle alcun male, ma solamente tenerla con intenso Amore tra le proprie braccia muscolose al dolce tepore del camino.
The End