Per noi è stata una giornata davvero memorabile
Ho avuto la fortuna di entrare in zona Fiera verso le 16.30. quando ancora nessuno controlla chi entra e chi esce (esperienza dei concerti precedenti docet).
Così ci siamo seduti in platea e abbiamo osservato gli operai mentre finivano di montare il palco. Nessuno ci faceva osservazione né ci diceva di andar via, anzi ho persino chiesto ad un addetto dello staff quando sarebbe iniziato il sound check e lui mi ha risposto "verso le sei".
Abbiamo aspettato pazientemente e, alle 18 in punto, indovinate chi è che mi passa accanto senza scorta e come uno qualunque si dirige verso il palco in compagna di un tecnico? Avete indovinato! Proprio LUI, Pat!!!
Purtroppo quando mi accorgo che si tratta proprio di Lui (e chi se lo aspettava di verderlo arrivare così??? ) è troppo tardi per fermarlo, sta già scomparendo dietro le transenne che delimitano il palco dalla platea.
Ma sono decisa a recuperare... E allora mi siedo proprio davanti a lui, in prima fila (dove ritornerò all'inizio del concerto con i miei posti prenotati un mese prima),
Lui è lì seduto che prova le chitarre, tranquillo, con una calma olimpica e sguardo sereno, BELLISSIMO, abbronzato e rilassato, come se stesse facendo una scampagnata... Io lo osservo suonare e ascolto in silenzio, mi riempio il cuore e l'anima di quelle note semplici, eppure intense, vibranti.
Ad un certo punto mi alzo e scatto due foto.
Poi lui dice a un tecnico che vorrebbe sentire il suono "a bit louder" e riprende, sempre concentrato ma rilassato.
Approfitto di una sua breve pausa per alzarmi e andare sotto il palco, dove lo stanno già raggiungendo gli altri due componenti del Trio (Antonio Sanchez e Chrtistian McBride)
Lo chiamo, lo saluto: "Hi, Pat!" Lui viene verso di me (é Chris che gli indica la mia persona) mi sorride e risponde al saluto.
Il suo sorriso è meraviglioso, ha una luce che gli viene da dentro e che sembra illuminare anche te mentre gli parli.
Parlo in inglese, senza troppa incertezza nonostante l'emozione, perché lui mi mette subito a mio agio. Gli faccio i complimenti per la sua splendida musica, che "seguo da molti anni" Lui ringrazia e sorride ancora. Il mio cuore batte forte mentre gli dico che una volta gli ho scritto una lettera e che spero lui l'abbia letta. Risponde "Yes, probably" e sorride di nuovo. Lo saluto e gli faccio i best wishes for everything e allora mi salutano anche Antonio e Chris.
Torno a sedermi vicino al mio compagno, che percepisce la mia felicità e la mia emozione ed è felice per me e mi sorride.
Il tempo scorre velocissimo allo scadere del sound check, tutto mi sembra quasi irreale, il poter essere lì con loro, come si può essere in compagnia di amici di vecchia data.
Poi il sound check finisce e scompaiono nel backstage.
Andiamo a mangiare un boccone (ma chi ha fame?)
Il tempo di rientrare e lo vediamo ancora lì all'uscita del palco che telefona. Peccato, perché avrei potuto fermarlo per una foto, ma in un lampo Pat smette di telefonare e scompare ancora una volta dietro le transenne.
Sono contenta lo stesso.
Alle nove e venti inizia il concerto. Magico, unico, un'atmosfera incredibile e soprattutto l’impeccabile maestria del trio, il loro dare tutto sugli strumenti per tre ore di fila.
Alla fine la standing ovation. Un bis e poi il backstage li inghiotte definitivamente.
Pat ha detto che per lui è stato un onore suonare a Genova e che spera di avere altre occasioni per esibirsi nella nostra città.
Lo speriamo anche noi, magari per poter scattare quella foto che ancora ci manca.