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JULIE & JULIA
(U.S.A. 2009) di Nora Ephron |
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La classe e il talento di Meryl Streep, la freschezza di Amy Adams e l’innata simpatia di Stanley Tucci non bastano a risollevare le sorti di una commediola sciapa tutta vezzi e fronzoli, che sotto l’apparente patina di bon-ton lascia trasparire una buona dose di cattivo gusto (la parodia televisiva delle performance culinarie di Julia, i maldestri esperimenti gastronomici di Julie e non in ultimo le velenose allusioni alla politica, ingredienti del tutto estranei alla frivola ricetta del film ma inseriti qua e là per simulare un tocco d’intelligenza). L’intreccio a montaggio alternato offre la doppia prospettiva sulle donne, entrambe vissute nella realtà (Julia Child, autrice del fortunatissimo manuale di cucina francese Mastering the Art of French Cooking che spopolò in America negli Anni ’60 e Julie Powell, dal cui libro omonimo il film è tratto) tra loro lontane per età, classe sociale e temperamento, che non incroceranno mai i loro rispettivi percorsi: Julia Child si trasferisce a Parigi nel dopoguerra col marito ambasciatore e inizia a prendere lezioni di cucina per ingannare la noia (ma solo la sua), finendo per apparire in TV e pubblicare libri sull’argomento, assurgendo a icona della gastronomia; Julie è la sua giovane ammiratrice, che si trasferisce con gatto e marito in un alloggio proletario del Queens nei cui fondi è situata una (mal tollerata) pizzeria e decide di sfidare se stessa auto-imponendosi la scadenza di un anno per sperimentare le oltre cinquecento ricette della Child, raccogliendo su un blog il dettagliato resoconto dei suoi esercizi culinari. Ovviamente Julie riesce nell’impresa conquistandosi un pubblico di ammiratori virtuali, pur con molti sacrifici e privazioni a danno del povero gatto maltrattato e del marito in odore di santificazione.
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©® Annalisa
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