… E le Stelle Stanno a Guardare
Innamoratosi di Victoria, concittadina bella ed egoista, l’umile garzone di bottega Tristan le promette una luminosa stella cadente in cambio della sua mano. Per conquistarla deve oltrepassare il confine che separa il villaggio vittoriano di Wall dal magico universo parallelo di Stormhold (entrambi ispirati alla graphic novel ideata da Neil Gaiman e disegnata da Charles Vess). Tristan ignora che altri siano sulle tracce della stessa Stella: la perfida Strega Lamia alla ricerca della giovinezza eterna e gli eredi della corona di Stormhold, ai quali il sovrano nonché padre (Peter O’Toole) ha lanciato una sfida all’ultima… stella. Spinti da motivazioni differenti e spesso antitetiche, i contendenti finiranno per intrecciare i propri destini in una storia ad ampio respiro, fino al prevedibile ma doveroso happy-end.
Assoluto capolavoro fantasy - non solo per gli straordinari effetti speciali, ma soprattutto per come riesca ad evocare mondi fantastici e lontani nel più puro e riuscito stile fiabesco à la Grimm/Perrault/Barries, ricreando ad arte atmosfere e situazioni immortalate dai grandi e intramontabili autori del passato – Stardust attinge a svariate favole e leggende britanniche, rimescolandole sapientemente e generando un delizioso cocktail di generi, stili e contenuti.
Chi scrive avvertiva da tempo la mancanza di un lavoro così, al contempo semplice e curato, che ha l’ulteriore pregio di dimostrare come ci sia ancora spazio per nuove storie e nuove avventure, pur sul (gradevole) filo del déjà-vu.
Punto di forza della pellicola copyright Matthew Vaughn – giovane regista esordiente britannico che ha già all’attivo una lunga carriera di produttore – è il riuscito accostamento della trama fantasy alle note più irriverenti di un black humour tutto british, in una sceneggiatura solidissima che dipana un intreccio comunque originale e avvincente, i cui nodi alla fine vengono tutti ordinatamente al pettine.
Il messaggio del film poggia sulla rivalutazione e accettazione del ‘diverso’, sia nel senso letterale del termine sia in un contesto dai risvolti finemente sociali.
Le Stelle paiono osservare le meschinità umane con pacato e razionale distacco, ma si sciolgono di commozione dinanzi alla magia invincibile dell’Amore che rende accettabile la vita sulla terra.
Ottimo il cast, su cui svetta il divertentissimo e irriverente cameo di Robert De Niro in un ruolo che certamente mancava alla sua sconfinata inesauribile galleria. Anche Michelle Pfeiffer sfodera grinta e stoffa di alta classe nel ruolo della stregaccia cattiva con sorelle (che rimandano inevitabilmente alle sorellastre di Perrault/Disney), mentre il vascello magico capitanato da De Niro evoca atmosfere alla Peter Pan. Da segnalare anche il talento e la variegata espressività del giovane protagonista inglese Charlie Cox, mentre per il ruolo della Stella Cadente Yvaine che si trasforma in fanciulla si sarebbe potuto trovare molto di meglio rispetto a Claire Danes.