In una fotografia cupa e livida tendente al bianco e nero si dipana la lenta ma inesorabile discesa agli Inferi di un operaio che non riesce più a convivere con gli incubi del suo passato.
Il tema dei fantasmi del subconscio - attinto da modelli quali "Il Sesto Senso" di Shyamalan, "A Beautiful Mind" di Ron Howard fino al mediocre Secret Window di David Koepp [Sezione Drammatico] - viene sviluppato con interessante meticolosità da Brad Anderson e pare essere il Leitmotiv che ispira un filone cinematografico ormai un tantino logoro.
Tuttavia lo sceneggiatore (tal Scott Kosar) fa bene il suo mestiere, mettendo a fuoco attentamente la figura del protagonista, delineando una severa introspezione psicologica in un crescendo di flashbacks, allucinazioni e incubi, fino al colpo di scena finale che, come da copione, ne capovolge la lettura interpretativa.
Plot molto particolare e cast ben diretto, con uno straordinario Christian Bale, dimagrito trenta chili appositamente per il ruolo, tanto da risultare quasi irriconoscibile.
Anche gli attori di contorno "fanno la loro parte" a cominciare da Jennifer Jason Leigh, che mette passione e impegno in ogni suo ruolo, anche in quelli minori (che purtroppo hanno costellato la sua pur intensissima carriera)
La prevedibilità dell'intreccio ed alcune soluzioni registiche discutibili non tolgono tuttavia suspense a un film che lascia il segno e fa riflettere.